Diario di una Au Pair


 L’inizio dell’avventura e le prime emozioni

Alle prese con il programma Au Pair? 

Avete bisogno di quel pizzico di motivazione in più per fare il prossimo passo?

Non vi sentite ancora pronte?

Avete paura di non essere all’altezza?

Da ex Au Pair mi sono posta anche io tutte queste domande ma ho deciso di fare il primo passo seguito poi da tanti altri e ho trovato le risposte! 

Quando si decide di diventare una Au Pair e trascorrere un anno negli Stati Uniti non si è mai pronti al 100%. Non ci si riesce ad immaginare l’effettiva durata di un anno o la mancanza che si può provare nei confronti delle nostre abitudini, dei nostri genitori e amici o in ambito culinario. Non si è mai in grado di conoscere bene la famiglia ospitante o di immaginare il rapporto che si instaurerà con i bimbi con i quali si trascorreranno le ore di lavoro.

Quando si decide di diventare una Au Pair si hanno tantissime domande alle quali solo il tempo saprà rispondere.

La domanda che ripetevo sempre dentro di me era “sono pronta?” ma non riuscivo a darmi una risposta, non riuscivo a rispondere con un SI deciso, non sapevo se sarei piaciuta alla famiglia o se i bimbi mi avrebbero voluto bene, non sapevo se sarei stata all’altezza di ciò che mi avrebbero richiesto, non sapevo come mi sarei trovata con la lingua nonostante il fatto che riesco a capire bene l’inglese e riesco a dialogare. Non sapevo cosa avrei provato a guidare una macchina il triplo più grossa della mia e in strade completamente sconosciute. Non sapevo cosa avrei provato a lavorare a 3256 miglia lontana da casa. Non sapevo se sarebbe stato facile o meno crearmi nuovamente una mia routine, composta da hobby, amici e lavoro.

Tutto questo “non sapere” va benissimo, fa parte del gioco!

Il giorno della partenza mi sono chiesta nuovamente “sono pronta?” ed in quel caso ho risposto dentro di me “Forse si, Forse no. Ma forse, alla fine, non serve essere pronti“. E così è stato.

Bisogna solamente credere in se stessi e dare sempre il meglio mettendo passione in ciò che si fa, perché a volte, si scopre di esser in grado di far cose che prima non sapevamo di saper fare!

Preparare una valigia non è sempre facile, non per la paura di dimenticare qualche oggetto importante o indispensabile, ma perché significa lasciare alle spalle la propria comfort zone preparandosi agli imprevisti.

Se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni è quella di provarci sempre, mai rimanere col dubbio di come sarebbe stato, bisogna armarsi di coraggio e osare. Non c’è tempo per rimandare. Non c’è tempo per aspettare un’altra occasione, bisogna vivere intensamente. Solo osando potrete arrivare dove non avreste mai pensato potreste arrivare!

Parola di Au Pair

 

English Version

Diary of an Au Pair


The beginning of the adventure and the first emotions

Are you struggling with the Au Pair program?


Do you need that extra bit of motivation to take the next step?


Still not ready?


Are you afraid of not being up to it?

As an ex Au Pair I also asked myself all these questions but I decided to take the first step followed by many others and I found the answers!

When you decide to become an Au Pair and spend a year in the United States, you are never 100% ready. One cannot imagine the actual duration of a year or the lack that can be felt towards our habits, our parents and friends or in the culinary field. You are never able to get to know the host family well or to imagine the relationship that will be established with the children with whom you will spend your working hours.

When you decide to become an Au Pair you have many questions that only time will answer.

The question I always repeated inside me was “am I ready?” but I could not give me an answer, I could not answer with a decided YES, I did not know if I would have liked the family or if the children would have loved me, I did not know if I would be up to what they would have asked me, I did not know how I would have found myself with the language despite the fact that I can understand English well and I can talk. I didn’t know what it would be like to drive a car three times bigger than mine and in completely unknown roads. I didn’t know what I would try to work 3256 miles away from home. I didn’t know if it would be easy or not to create my own routine again, consisting of hobbies, friends and work.

All this “not knowing” is fine, it’s part of the game!

On the day of departure I asked myself again “am I ready?” and in that case I replied inside me “Maybe yes, Maybe no. But maybe, in the end, you don’t need to be ready”. And so it was.

You just have to believe in yourself and always give your best by putting passion in what you do, because sometimes, you discover that you are able to do things that before we didn’t know we could do!

Preparing a suitcase is not always easy, not because of the fear of forgetting some important or indispensable object, but because it means leaving your comfort zone behind and preparing for the unexpected.

If there is one thing that I have learned in recent years is to always try, never to remain in doubt as to what it would have been, you have to arm yourself with courage and dare. There is no time to postpone. There is no time to wait for another opportunity, you have to live intensely. Only by daring can you go where you never thought you could go!

Word of Au Pair

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