Host Family

Non ho ancora parlato della mia Host Family e su come è vivere così a lungo in una famiglia ospitante e credo sia arrivato il momento di farlo. Scegliere la propria famiglia ospitante tramite Skype non è sempre facile cosi come trovare quella adatta al nostro tipo di persona. Essere se stessi e confrontare gli interessi in comune aiuterà a capire se si sta facendo la scelta giusta così proprio come è capitato a me! Sono la prima “Au Pair” della mia famiglia ospitante, hanno avuto una tata o delle Baby Sitter ma mai una Au Pair. Stiamo entrambi vivendo questo tipo di esperienza per la prima volta, io come ragazza alla pari, loro come famiglia ospitante. Quando si arriva in famiglia all’inizio si hanno sempre mille emozioni e domande per la testa “piacerò alla famiglia?” “E i bimbi? Cosa penseranno di me?” “Mi vorranno bene?” “Sarò il tipo di persona che stavano cercando?” “Sarò all’altezza di affrontare tutto ciò che mi sarà richiesto?”. Le domande che ci poniamo sono tante ma le emozioni sono ancora di più. Amo gli inizi perché contengono la possibilità dell’impossibile. Il primo impatto con la famiglia è stato positivo e sin da subito si è creato feeling. Appena arrivata mi sentivo un pò come l’amica di famiglia che dall’Italia è venuta a far visita. Piano piano abbiamo fatto abituare i bimbi a questo nuovo sistema visto che vivo nella loro casa che allo stesso tempo è il mio luogo di lavoro. Mi hanno fatta entrare nelle loro vite, mi hanno fatto vedere la zona in cui vivo e mi hanno spiegato tantissime cose nuove e tradizionali qui. Giorno dopo giorno sono diventata parte della loro famiglia e nonostante le differenze che ci sono tra le mie abitudini e le loro ci veniamo sempre in contro. Ho incontrato davvero un ottima famiglia, sono molto flessibili con me cosi come io con loro, hanno sin da subito riposto fiducia in me, cosi come io in loro e per questo mi ritengo molto fortunata. Adoro i miei host kids, mi sono affezionata davvero tanto. Mi danno sempre tanta energia cosi come me la tolgono. Mi colorano le giornate cosi come maglie e maglioni. Mi fanno ridere, mi fanno sentire bene. Il modo in cui mi cercano, mi abbracciano e sono sempre alla ricerca di me, mi fa sentire speciale, mi conferma che sto facendo un buon lavoro. Dopo quattro mesi qui devo dire che li sento come dei fratelli nonostante io sia figlia unica. Quel tipo di fratelli che ami e per cui vuoi il meglio, quel tipo di fratelli che a volte ti fanno arrabbiare ma a cui non smetti mai di volere bene. Ogni giorno è uno scambio reciproco, ci miglioriamo a vicenda e impariamo insieme. Vivere in una Host Family a lungo mi sta aiutando ad allargare il mio punto di vista su tantissime cose e a vedere cose a cui prima non facevo caso. Vivere in una Host Family mi sta anche facendo apprezzare maggiormente quello che ho. Se dovessi, rifarei mille volte la stessa scelta! Il viaggio non serve solo a cambiare luogo ma anche idee e punti di vista. A volte basta lasciarsi andare, darsi tempo, osservare la gente che passa, nuovi modi di fare le cose, frequentare nuovi luoghi, andare a farsi i capelli, conoscere persone per caso e condividere tutto, osservare la diversità e trarne la ricchezza. Quando tornerò nel mia città non guarderò più le cose con gli stessi occhi.

C’è poco da dire: “Se non cambiamo, non cresciamo. Se non cresciamo non stiamo davvero vivendo” -Gail Sheehy

English Version

I have not talked about my Host Family yet and how it is to live so long in a host family and I think it’s time to do it. Choosing your host family via Skype is not always as easy as finding the right one for our kind of person. Being yourself and comparing the interests in common will help you understand if you are making the right choice just like it happened to me! I’m the first “Au Pair” of my host family, they have had a nanny or Baby Sitter but never an Au Pair. We are both living this kind of experience for the first time, I as an au pair, them as a host family. When you get to the family at the beginning you always have a thousand emotions and questions for the head “will I like the family?” “And the children, what will they think of me?” “Will they love me?” “Will I be the kind of person they were looking for?” “Will I be able to face all that will be required?”. The questions we ask are many but the emotions are even more. I love the beginnings because they contain the possibility of the impossible. The first impact with the family was positive and immediately there was a feeling. As soon as I arrived I felt a bit like the family friend who came from Italy to visit. Slowly we have made the children get used to this new system as I live in their home that at the same time is my place of work. They let me in their lives, they showed me the area where I live and they explained many new and traditional things here. Day after day I became part of their family and despite the differences that exist between my habits and theirs we are always against each other. I met a really good family, they are very flexible with me as I am with them, they immediately put trust in me, just like me in them and for this I consider myself very lucky. I love my kids host, I got really fond of it. They always give me so much energy as they take it away from me. They color the days as well as sweaters and shirts. They make me laugh, they make me feel good. The way they look for me, they hug me and I’m always looking for me, it makes me feel special, it confirms that I’m doing a good job. After four months here I must say that I feel like brothers but I am an only child. That kind of brothers you love and for whom you want the best, the kind of brothers that sometimes make you angry but never stop loving. Every day is a mutual exchange, we improve each other and learn together. Living in a Host Family for a long time is helping me to widen my point of view on many things and to see things that I did not notice before. Living in a Host Family is also making me appreciate more what I have. If I had to, I would do the same choice a thousand times! The journey does not only need to change place but also ideas and points of view. Sometimes you just have to let go, give yourself time, watch the people go by, new ways of doing things, go to new places, meet people by chance and share everything, observe the diversity and get the wealth. When I return to my city I will not look at things with the same eyes.

There is little to say: “If we do not change, we do not grow up, if we do not grow we are not really living” -Gail Sheehy

Un commento

  1. ciao bellissima, è ammirevole ciò che fai, non tutti sarebbero disposti a cambiare vita così da un giorno all’altro, è un’esperienza davvero bella quella che stai facendo, in bocca al lupo per tutto, continua così, la tua bellissima positività è contagiosa ed entusiasmante. 😉

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