Viaggiare

Essere un viaggiatore non è facile. Se lasciare la propria comfort zone non è facile, trovarla in ogni posto in cui si viaggia lo è ancora di meno. Anche se può sembrare assurdo, lo è. Viaggiare per vivere esperienze diverse, mescolarsi tra la gente locale, provare le loro gioie e i loro dolori, provare la loro cucina, osservare il loro stile di vita, ti cambia. E’ inevitabile. E’ una trasformazione lenta, non ce ne rendiamo conto affinché non capita. C’è chi ha la nostalgia di casa quando è in viaggio, e c’è chi come noi viaggiatori ha la nostalgia del mondo quando è casa. Il viaggiatore è felice di tornare a casa ma lo è ancora di più quando sa quale sarà la prossima meta e data di partenza. Vedere le differenze e le cosi tante cose in comune che si hanno col resto del mondo è sconvolgente. Cenare nel deserto di Dubai, nuotare, ballare e baciare un delfino (rileggi pure, si: ballare e baciare, tutto vero), osservare il deserto dalla prospettiva di una mongolfiera, passeggiare su un cammello come alcuni degli abitanti locali che conservano tutt’oggi le loro tradizioni, osservare il sorgere del sole nel territorio del Nevada, sorprendersi davanti l’Area 51, osservare il cambiamento dei paesaggi col passare delle ore, scoprire che in alcune località in Argentina il sole sorge alle 4 e tramonta intorno alle 23.00, ritrovarsi vicino diverse specie di canguri, di piccole e grandi dimensioni, finire a casa di persone locali e osservare silenziosamente il loro quotidiano, i loro piccoli “segreti” che un semplice turista non verrà mai a conoscenza, ti cambia. Sapere che in Sudamerica, sulle Ande, a 2000/3000 metri d’altezza vivono delle persone, le cosiddette popolazioni Andine, sapere che hanno il torace diverso dal nostro, deformato a causa dell’altitudine e delle differenze climatiche, sapere che questa è una delle tante realtà che esistono nel 2019 nello stesso pianeta in cui viviamo è mozzafiato. Qualche esempio per ricordarmi che il passato non scompare, ma rimane con noi, dentro il nostro presente. E’ un rullino che riporta davanti agli occhi gli stessi fotogrammi.

Essere un viaggiatore non è facile. Non lo è affatto, perché nonostante ami la sua terra ha un continuo bisogno di esplorare, scoprire e meravigliarsi ancora. Più cose vede, più ne vuole vedere. Il viaggiatore sa che il mondo è pieno di opportunità, il viaggiatore ha sete di conoscenza.

Il tempo passa velocemente, più di quanto ci sembra. Sono passati esattamente 130 giorni da quando sono partita. Mi sento ogni giorno più grata della scelta che ho fatto, mi ha aperto ancora di più gli occhi e mi ha cambiata. Mi ha cambiata parecchio.

Prima di partire per questa esperienza ci hanno detto che si poteva avere un crollo emotivo o una forte mancanza che molte volte spinge a tornare a casa. Questo crollo non l’ho mai avuto, nemmeno un momento. Avevo paura capitasse all’inizio o mi chiedevo quando sarebbe successo, ma la verità è che non è mai successo. Amo la mia città ma ancora di più amo la persona che sono diventata vivendo qua. Amo l’dea di rivedere le persone a me care e condividere nuovamente le nostre esperienze ed emozioni ma allo stesso tempo mi preoccupa tornare alla normalità. Non sarò più la stessa, non riuscirò più ad accontentarmi a emozioni tiepide. Ho sempre più bisogno di una vita batticuore e brividi. Le persone e le abitudini che ti stanno a cuore non si dimenticano mai, non ci sarà mai luogo vicino o lontano che sia a farti dimenticare certe cose, ma a volte, forse, sono destinate a rimanere nel cuore. Ho ancora più di metà anno davanti e un’infinità di viaggi e avventure da affrontare ma so che voleranno, so che passeranno troppo in fretta. Una volta arrivati a metà anno bisogna decidere se estendere la permanenza qui o decidere di continuare l’esperienza in un altro posto con un’altra famiglia. Quando si decide di estendere si può decidere di farlo per 6, 9 o 12 mesi e se si decide di cambiare luogo, lo si può scegliere, ovviamente sempre uno Stato Americano. Se non si estende invece si ha diritto al mese di vacanza finale che si può organizzare dove si vuole e con chi si preferisce. Decidere di estendere cosi tanto tempo prima non è una decisione semplice. Cosi come decidere di tornare perché poi se si vuole continuare ad essere una Au Pair con questo programma si devono aspettare altri due anni. Non ci sono mai decisioni facili cosi come certe emozioni non si possono spiegare. Ci penso spesso, ci penso a lungo. Per il momento mi godo tutto ciò che ho e vivo ogni giorno come se fosse l’ultimo. Non so dove trovo sempre l’energia per fare tutto quello che faccio e affronto ogni giorno, spesso mi stupisco di quanto sogni e passioni riescono a farci progredire.

Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo” quante volte abbiamo letto o ci hanno detto questa frase? Tante, tantissime volte. Non sempre però riusciamo a sfruttare al massimo la giornata a tal punto da ritenerci soddisfatti. Spesso perché non riusciamo a portare a termine tutti i nostri obiettivi o perché in certi giorni la vita ci pone davanti difficoltà maggiori. L’anno che sto vivendo qui è diverso. Vivo davvero ogni giorno come se fosse l’ultimo, perché in fondo, forse lo è. Oggi potrebbe essere il mio ultimo 1 febbraio qui a Greenwich come au pair, o forse no. Vivo ogni giorno al massimo, in tutto e per tutto. Non è sempre facile, ci vuole tanta energia e determinazione ma è proprio avere degli obbiettivi che ci spinge a continuare. Questo è un anno in cui ho preso in mano la mia vita a tutti gli effetti, ogni decisione, ogni piccola cosa, giusta o sbagliata che sia. Un anno in cui creato un mio nuovo posto nel mondo, una mia nuova routine, dei nuovi amici, dei nuovi posti fissi. E’ una esperienza lavorativa negli States ma soprattutto una esperienza di vita. Stare a lungo in un altro posto ti fa capire un pò chi vuoi diventare e chi non vuoi diventare. Ti aiuta un pò a capire di cosa hai bisogno e non. Ti aiuta a capire che tipo di persone vuoi accanto. Ti aiuta a capire come vuoi essere. Ti aiuta a maturare e crescere. Ti aiuta a reagire agli imprevisti. Ti aiuta ad apprezzare il tempo con te stesso. E’ una grande sfida con se stessi, grandissima e ci vuole coraggio, sempre. Non è sempre facile: ci sono mancanze, speranze ancora vive dentro di noi e giornate pesanti e per questo bisogna essere forti, ho coraggio e spero di trovarlo sempre e comunque, per tutto. La vita è qui e ora, iniziate a vivere, iniziate oggi. Vivere lontani da casa non necessariamente vuol dire andarsene completamente, si può sempre essere raggiunti, ci si può sempre ritrovare. Tutto è possibile, volere è potere. Quanta energia in sole due parole. Queste due parole mi fanno capire che non bisogna mai mollare.

Mi sento ogni giorno più grata della mia famiglia che è sempre con me, ovunque io sia. Sempre pronta a sostenermi, sempre pronta ad appoggiare ogni mia decisione.

Mi sento ogni giorno più grata delle persone che sto conoscendo e che ormai sono importanti per me. Le amicizie che sto facendo qui so che saranno per sempre. Non tutte forse, sarebbe difficile perché siamo un pò tutte sparse per il mondo ma so che le porterò tutte nel cuore e che molte di loro rimarranno per sempre anche perché sarebbe difficile il contrario. Le amicizie fatte in viaggio sono senza tempo, senza pregiudizi. Siamo tutte nella stessa barca, siamo in sintonia, ognuna con la sua storia da raccontare ma con tantissime cose in comune, stiamo vivendo le stesse emozioni, siamo pronte ad ascoltarci, aiutarci e capirci, capirci davvero.

C’è troppa superficialità negli occhi delle persone, viaggiate o leggete per andare oltre.

English Version

To Travel

Being a traveler is not easy. If leaving your comfort zone is not easy, finding it everywhere you travel is even less. Although it may seem absurd, it is. Traveling to live different experiences, mingling with the local people, experiencing their joys and their pains, trying their cuisine, observing their lifestyle, changing you. It is inevitable. It’s a slow transformation, we do not realize that it does not happen. There are those who are homesick when they are traveling, and some travelers like us have the homesickness of the world when they are home. The traveler is happy to go home but is even more so when he knows what the next destination and departure date will be. Seeing the differences and the so many things in common that we have with the rest of the world is unsettling. Dine in the desert of Dubai, swim, dance and kiss a dolphin (read it again, yes: dance and kiss, all true), observe the desert from the perspective of a hot-air balloon, walk on a camel like some of the local inhabitants that still today their traditions, observe the sunrise in the territory of Nevada, surprise in front of Area 51, observe the change of landscapes as time goes by, discover that in some places in Argentina the sun rises at 4 and sets around 11.00 pm near different species of kangaroos, small and large, end up in the home of local people and silently observe their daily, their little “secrets” that a simple tourist will never know, changes you. To know that in South America, in the Andes, 2000/3000 meters high people live, the so-called Andean populations, to know that they have a different thorax from our own, deformed due to altitude and climatic differences, to know that this is a of the many realities that exist in 2019 in the same planet in which we live is breathtaking. Some examples to remind me that the past does not disappear, but remains with us, inside our present. It ‘a roll that brings before the eyes the same frames.

Being a traveler is not easy . It is not at all, because despite its love its land has a continuing need to explore, discover and wonder again. The more he sees, the more he wants to see. The traveler knows that the world is full of opportunities, the traveler is thirsty for knowledge.

Time passes quickly, more than we think. It’s been exactly 130 days since I left. Every day I feel more grateful for the choice I made, opened my eyes even more and changed me . He changed me a lot .

Before leaving for this experience they told us that we could have an emotional breakdown or a strong lack that often pushes us back home. I never had this collapse, not even a moment. I was afraid it would happen at the beginning or I was wondering when it would happen, but the truth is that it never happened. I love my city but even more I love the person I have become living here. I love the goddess of seeing people dear to me and sharing again our experiences and emotions but at the same time worries me to go back to normal. I will not be the same, I will not be able to settle for lukewarm emotions. I increasingly need a life heartbreaking and chills. The people and habits that you care about never forget, there will never be near or far that is to make you forget certain things, but sometimes, perhaps, they are destined to remain in the heart. I have more than half a year ahead of me and tons of journeys and adventures to face but I know they will fly, I know they will pass too quickly. Once you arrive mid-year you have to decide whether to extend your stay here or decide to continue the experience in another place with another family. When you decide to extend you can decide to do it for 6, 9 or 12 months and if you decide to change place, you can choose it, of course, always an American State. If it does not extend instead you have the right to the final holiday month that can be organized where you want and with whom you prefer. Deciding to extend so long ago is not a simple decision. So how do you decide to come back because then if you want to continue to be an Au Pair with this program you have to wait another two years. There are never easy decisions as certain emotions can not be explained. I often think about it, I think about it for a long time. For the moment I enjoy everything I have and I live every day as if it were the last. I do not know where I always find the energy to do everything I do and I face every day, often I am amazed at how much dreams and passions can make us progress.

” Live each day as if it were the last ” how many times have we read or have they told us this phrase? Many, many times. But we do not always manage to make the most of the day so much we feel satisfied. Often because we can not complete all our goals or because in certain days life presents us with greater difficulties. The year I’m living here is different. I really live every day as if it were the last one, because after all, maybe it is.Today could be my last 1 February here in Greenwich as an au pair, or maybe not. I live every day at most, in all respects. It’s not always easy, it takes a lot of energy and determination but it’s just having goals that drives us to continue. This is a year in which I have taken over my life in every respect, every decision, every little thing, right or wrong. A year in which I created my new place in the world, my new routine, new friends, new permanent places. It’s a work experience in the States but above all a life experience. Being in another place for a long time makes you understand a little who you want to become and who you do not want to become. It helps you a little to understand what you need and not. It helps you understand what kind of people you want next to. It helps you understand how you want to be. It helps you to mature and grow. It helps you react to contingencies. It helps you to appreciate time with yourself.It’s a great challenge with oneself, great and it takes courage, always. It is not always easy: there are shortcomings, hopes still live inside us and heavy days and for this we must be strong, I have courage and I hope to find it always and for all. Life is here and now, start living, start today. Living away from home does not necessarily mean leaving completely, you can always be reached, you can always find yourself. Everything is possible, wanting is power . How much energy in just two words. These two words make me understand that we must never give up.

Every day I feel more grateful than my family that is always with me, wherever I am.Always ready to support me, always ready to support all my decisions.

Every day I feel more grateful than the people I’m familiar with and that are now important to me. The friendships I’m doing here I know they will be forever. Not all perhaps, it would be difficult because we are all a little scattered around the world but I know that I will bring them all in the heart and that many of them will remain forever because the opposite would be difficult. Friendships made travel are timeless , without prejudice . We are all in the same boat, we are in tune, each with its story to tell but with many things in common, we are experiencing the same emotions, we are ready to listen, help us and understand each other, really understand each other.

There is too much superficiality in people’s eyes, you travel or read to go further.

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