Unstable, only geographically

Per chi si stesse chiedendo cosa si prova dopo un anno fuori casa. Per chi ha bisogno di trovare il coraggio. Per chi vuole capire cosa fare nella vita. Per chi vuole conoscere il mondo e la propria personalità.

Che emozioni sto provando alla fine di questo anno negli Stati Uniti? Tutte, davvero ogni tipo di emozione. La tristezza di lasciare questo posto che ho chiamato casa per tutto questo tempo, la nostalgia, arrivata già con largo anticipo, di non aver più New York dietro l’angolo, la fatica di organizzare le valigie, lavare i vestiti, comprare le ultime cose, l’ansia della pianificazione del travel month, ovvero il mese di viaggi che ogni Au Pair alla fine del programma può decidere se effettuare o tornare a casa. Tra la palestra e il lavoro mi sono prefissata obbiettivi giornalieri, ho cercato di organizzare il mio tempo da renderlo il più produttivo possibile. Nei miei ultimi momenti con i miei host kids li osservo con attenzione come si guarda una cosa un’ultima volta. Ci rivedremo e su questo ne sono certa, ma cresceranno e cambieranno e come loro, io. Sono emozionata all’idea di tornare a casa, triste all’idea di lasciare la mia vita qui, felice di rivedere le persone a me care, nostalgica di dire goodbye a tutte le persone con cui ho condiviso tanto in questo anno. Mi sento piena di vita all’idea di partire per un nuovo viaggio e sento quel pizzico di ansia del non sapere come cambierà la mia vita. Una montagna russa di emozioni. Un continuo groviglio di emozioni nello stomaco. Arrivata a questo punto posso dare una valutazione alla mia esperienza e posso dire di conoscere la reale durata di un anno. Dopo 365 trascorsi qui posso confermare che il tempo vola perché durante l’anno è un continuo sperimentare cose nuove, conoscere nuove persone e vedere nuovi posti, poco tempo per annoiarsi. La mancanza durante questo percorso si fa sentire ma penso anche che sia una mancanza buona, ci fa capire chi c’è davvero stato per noi e chi e cosa davvero vogliamo nella nostra vita. Ho fatto tanti chilometri, passi, consumato scarpe e cambiato stile. Un viaggio nel mondo e dentro me stessa. Un viaggio in cui principalmente siamo soli, nelle decisioni importanti, negli errori e nella fatica. Averlo portato a termine mi fa sentire grata e felice. Sicura e fiera di me. Una esperienza che sarà il trampolino di lancia sulla mia vita, se c’è l’ho fatta questa volta, posso affrontare anche tutto il resto. Sono cresciuta, maturata. Ho pagato multe, cucinato cercando di mangiare piuttosto sano ed equilibrato ogni singolo pasto ogni singolo giorno, ho fatto l’auto stop, ho pagato le tasse, ho gestito i miei soldi e il mio conto in banca, mi sono presa cura di due bimbi di 4 e 6 anni, ho guidato macchine differenti in Stati completamente differenti da ciò che ho lasciato a casa, mi sono sentita al settimo cielo e ho provato emozioni forti, sono caduta e mi sono rialzata, mi sono circondata di persone meravigliose, ho perso treni, mi sono iscritta in palestra e l’ho frequentata con costanza durante l’anno nonostante i -20 gradi invernali e i +40 estivi estivi, nonostante le giornate NO e la stanchezza. Me la sono cavata quando la macchina mi ha lasciato da sola di sera nel mezzo del nulla. Ho spronato me stessa, mi sono data degli obbiettivi, ho usato tutta la mia forza di volontà. Ho migliorato il mio inglese iniziando addirittura a pensare in inglese. Mi sono sempre chiesta come funzionasse questo processo e ora mi ritrovo a praticarlo. Mi sono stupita del fatto che quando sento parlare in spagnolo, italiano o inglese a volte faccio fatica a distinguere in che lingua ho sentito quella informazione perché fondamentalmente l’ho capita senza dover cercare di ricordare quella colonnina di verbi e parole studiate negli anni passati. Mi sento incredibilmente grata di tutto ciò che ho vissuto vivendo a pieno una città che non dorme mai e io con lei. Non potrei che ritenermi più soddisfatta. Non avevo aspettative e la vita mi ha decisamente sorpresa aprendomi un mondo di novità e cose che farò tesoro per sempre. Scrivo per ricordarmi di ogni singolo momento ed emozione. Scrivo per non dimenticare. Scrivo per emozionarmi ancora. Scrivo per mettere nero su bianco le mie emozioni. Io viaggio. E scrivo. Viaggio e scrivo di viaggi perché non c’è niente che mi faccia sentire cosi viva e felice.

English Version

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For those wondering what it feels like after a year away from home. For those who need to find courage. For those who want to understand what to do in life. For those who want to know the world and their personality.

What emotions am I feeling at the end of this year in the United States? All, really every kind of emotion. The sadness of leaving this place that I called home for all this time, the nostalgia, already arrived well in advance, of no longer having New York around the corner, the effort to organize the suitcases, wash the clothes, buy the last things , travel planning anxiety, or the month of travel that each Au Pair at the end of the program can decide whether to make or return home. Between the gym and the job I set daily goals, I tried to organize my time to make it as productive as possible. In my last moments with my kids hosts I watch them carefully as I look at something one last time. We will meet again and on this I am sure, but they will grow and change and like them, me. I am thrilled at the idea of ​​going home, sad at the idea of ​​leaving my life here, happy to see my loved ones again, nostalgic for saying goodbye to all the people with whom I have shared so much this year. I feel full of life the idea of ​​leaving for a new journey and I feel that pinch of anxiety of not knowing how my life will change. A roller coaster of emotions. A continuous tangle of emotions in the stomach. At this point I can evaluate my experience and I can say that I know the real duration of a year. After 365 days here I can confirm that time flies because during the year it is a continuous experimenting new things, meeting new people and seeing new places, little time to get bored. The lack during this journey makes itself felt but I also think that it is a good lack, it makes us understand who has really been there for us and who and what we really want in our life. I’ve done many miles, steps, worn shoes and changed style. A journey into the world and within myself. A journey in which we are mainly alone, in important decisions, mistakes and fatigue. Completing it makes me feel grateful and happy. Safe and proud of me. An experience that will be the launch pad on my life, if I did it this time, I can also deal with everything else. I grew up, matured. I paid fines, cooked trying to eat quite healthy and balanced every single meal every single day, I made the auto stop, paid my taxes, managed my money and my bank account, took care of two children 4 and 6 years old, I drove different machines in states that were completely different from what I left at home, I felt like I was in seventh heaven and I felt strong emotions, I fell and I got up again, I surrounded myself with wonderful people, I lost trains, I enrolled in the gym and I attended it consistently during the year despite the -20 winter degrees and summer +40 summer, despite the NO days and fatigue. I managed when the car left me alone in the evening in the middle of nowhere. I spurred myself, I set myself goals, I used all my willpower. I improved my English even starting to think in English. I always wondered how this process worked and now I find myself practicing it. I was surprised that when I hear speaking in Spanish, Italian or English I sometimes find it hard to tell which language I heard that information because basically I understand it without having to try to remember that column of verbs and words studied in past years. I feel incredibly grateful for everything I have experienced living a full city that never sleeps and me with her. I could only feel more satisfied. I had no expectations and life definitely surprised me by opening up a world of news and things that I will treasure forever. I write to remind me of every single moment and emotion. I write to not forget. I write to get excited again. I write to put my emotions on paper. I travel. And I write. I travel and write about travel because there is nothing that makes me feel so alive and happy.

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2 commenti

  1. sicuramente non è da tutti fare una scelta di vita così coraggiosa, ma sono convinto che arricchisca l’anima e rafforzi la propria autostima. Vivere lontani da casa, creandosi la vita giorno per giorno, con mille emozioni nuove, di sicuro è un’esperienza unica!
    E’ bello leggerti, continua così, un caro abbraccio dall’Italia 😉

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