Coming home

Come è tornare a casa dopo 13 mesi?

Sconvolgente. Emozionante.

Ho trascorso esattamente 12 mesi come Au Pair e l’intero tredicesimo mese in viaggio per gli Stati Uniti. Non pensavo fosse necessaria chissà quale tipo di preparazione… in fondo la direzione era casa, avrei dovuto conoscerla e riconoscerla e forse l’ansia era proprio per quello. Sapere di tornare nel solito posto di sempre poneva in me tante domande, dopo tutto questo tempo potrebbe essere cambiato, migliorato o rimasto lo stesso, domande che non avevano risposta nella mia testa. Tornare a casa è sempre una cosa bella e piena di emozioni soprattutto dopo così tanto tempo. Rivedere i propri parenti, quelle risate che ormai sembravano lontane, rivedere amicizie e capire che in fondo ognuno nel proprio percorso è cresciuto ma sotto sotto rimasto la stessa persona di sempre. Rivedere i miei parenti tutti insieme è stato tanto bello quanto strano. Wow…quel giorno che sembrava così lontano ed invece eccoci, li di nuovo, tutti insieme come una grande famiglia. Gli stessi di sempre, 13 mesi dopo, in fondo loro erano gli stessi dell’ultima volta che li ho visti, io però mi sono sentita diversa, avevo un mondo dentro che solo con altri 300 pranzi avrei potuto spiegare! Questo anno negli Stati Uniti è stato incredibilmente pieno di emozioni e l’ho vissuto a pieno ed è così che voglio vivere il resto della mia vita. Quest’anno all’estero mi ha fatto conoscere ancora meglio il mondo, le differenti culture e soprattutto tanto me stessa. Ho capito che viaggiare non è così semplice emozionalmente per tutti i legami che si creano nel mondo e le distanze geografiche sono reali ma è la, là in mezzo alla gente che posso dire di essere davvero felice. La nazionalità delle persone che mi circondano non fa la differenza e più colori ci sono più curiosità posso togliermi. Il mondo è unico, bello e vario! Vivere ad un passo da New York mi ha fatto capire cosa non voglio nella mia vita e cosa invece mi piacerebbe avere, mi ha fatta sognare e inseguire le mie passioni, mi ha fatto sorridere ed emozionare. Questa città mi ha dato un carica pazzesca, unica e mi piacerebbe poterla trasmettere a più persone incontro possibili! Quelle sensazioni, quelle vibrazioni, quei sentimenti sono dentro di me e lo saranno per sempre ma il cambiamento da New York/Connecticut alla mia piccola cittadina italiana sono state notevoli! Dopo aver visitato 57 paesi nel mondo all’età di 20 anni, non mi sembra nemmeno che il mondo cambi più di tanto…in fondo tutto il mondo è un Paese e le stranezze le consideravo particolari 10 anni fa, ormai non mi sorprendono più di tanto o magari non quanto una persona che è invece abituata a viaggiare meno o diversamente. La differenza però l’ho sentita una volta a casa, una enorme differenza! Prima di tornare nella mia piccola città ho fatto tappa a Roma dove ho trascorso un paio di giorni, due giorni davvero belli; l’Italia, il suo fascino culinario, pizza a pasta ovunque…emozionarsi per le gelaterie presenti in ogni angolo, bellissimo. Osservare tutti attorno a me che parlavano italiano era strano, mi piaceva…il loro modo di parlare, il loro accento, mi divertiva molto…mi sentivo un po’ una pazza, non avevo mai osservato queste cose prima d’ora. Per non parlare dei locali e le strade così piccole, i locali super caratteristici, le strade però piccole e forse un po’ troppo! E poi è arrivato quel momento tanto atteso: il ritorno nella mia città, in quel piccolo angolo di mondo nel quale ho vissuto 18 anni, una città piccola ma carina che si affaccia sul Mare Adriatico. Ho davvero a cuore Senigallia (Marche) ed ero super contenta di tornare ma tutte quelle emozioni sono durate poco. Avete presente quando siete in un negozio e prendete una taglia sbagliata? Forse troppo stretta per voi, così stretta che non vi fa sentire a vostro agio. Ecco, io mi sono sentita così dopo 24 ore che sono tornata a casa. Ho visto il mondo, ho avuto amici di nazionalità diversa ogni giorno, mi sono fatta coraggio ogni giorno, mi sono presa tante responsabilità, mi sono divertita, ho fatto tante risate, tante risate che nessuno davvero potrà mai capire. Condivido i miei pensieri con voi perché mi piace scoprire nuovi punti di vista e forse anche tu che leggi ora ti sei sentito così nella tua vita o ti potrà capitare. Un consiglio che posso dare è quello di darsi tempo, così come è stato fatto quando si è arrivati per la prima volta in una casa nuova negli Stati Uniti. Date tempo a voi stessi per ridimensionarvi in quel nuovo posto che sotto sotto è casa vostra, se non sentite che è più così vedetelo come un nuovo inizio. L’anno trascorso vi ha plasmato e fatto diventare una persona con esperienze uniche affrontate e nessun altro potrà mai cambiarlo. Parlate delle vostre emozioni, condividete, portate nero su bianco le vostre emozioni e guardatevi intorno per la prossima opportunità! Per qualsiasi domando o scambio di idee mi trovate qua, dietro una tastiera, da qualche parte nel mondo!

From New York
To Rome

xoxo Pami

English Version

COMING HOME

What is it like coming home after 13 months?
Shocking. Exciting.
I spent exactly 12 months as an Au Pair and the entire thirteenth month traveling to the United States. I didn’t think some kind of preparation was necessary … basically i was going home, I should have known it and recognized it and maybe the anxiety was just for that. Knowing to return to my usual place always asked me many questions, after all this time it could have changed, improved or remained the same, questions that had no answer in my head. Coming home is always a beautiful thing and full of emotions especially after so long. Reviewing one’s relatives, those laughter that by now seemed far away, reviewing friendships and understanding that deep down everyone in their own path has grown but underneath remained the same person as always. Seeing my relatives all together was as beautiful as it was strange. Wow … that day that seemed so far away and instead here we are again, all together like a big family. The same as always, 13 months later, after all they were the same as the last time I saw them, but I felt different, I had a world inside that I could only explain with another 300 lunches! This year in the United States has been incredibly full of emotions and I’ve lived it to the full and that’s how I want to live the rest of my life. This year abroad he made me know the world better, the different cultures and above all so much myself. I realized that traveling is not so simple emotionally for all the bonds that are created in the world and the geographical distances are real but it is there in the midst of people that I can say that I am really happy. The nationality of the people around me does not make the difference and the more colors there are the more curiosity I can take off. The world is unique, beautiful and varied! Living close to New York made me understand what I do not want in my life and what I would like to have, made me dream and pursue my passions, made me smile and excite. This city has given me a crazy, unique charge and I would like to be able to pass it on to as many people as possible! Those feelings, those vibrations, those feelings are inside me and they will be forever but the change from New York / Connecticut to my little Italian town has been remarkable! After having visited 57 countries in the world at the age of 20, it doesn’t even seem to me that the world changes that much … after all, the whole world is a country and I considered the oddities particular 10 years ago, now they don’t surprise me more than that or maybe not as much as a person who is used to traveling less or otherwise. The difference, however, I felt once at home, a huge difference! Before returning to my small town I stopped in Rome where I spent a couple of days, two really beautiful days; Italy, its culinary charm, pizza dough everywhere … get excited about the ice cream shops in every corner, beautiful. Watching everyone around me who spoke Italian was strange, I liked it … their way of talking, their accent, it really amused me … I felt a bit crazy, I had never observed these things before . Not to mention the rooms and the streets so small, the super characteristic rooms, the streets however small and maybe a little too much! And then came that long-awaited moment: the return to my city, in that little corner of the world where I lived for 18 years, a small but pretty city that overlooks the Adriatic Sea. I really care about Senigallia (Marche) and I was super happy to come back but all those emotions didn’t last long. Do you know when you are in a store and take a wrong size? Perhaps too narrow for you, so narrow that it doesn’t make you feel at ease. Here, I felt like this after 24 hours I returned home. I saw the world, I had friends of different nationalities every day, I took courage every day, I took on so many responsibilities, I enjoyed it, I made a lot of laughter, so much laughter that nobody can really understand. I share my thoughts with you because I like to discover new points of view and maybe even you who read now you felt this way in your life or it could happen to you. One piece of advice I can give is to give yourself time, as was done when you first arrived at a new home in the United States. Give yourself time to resize yourself in that new place below which is your home, if you do not feel it is more so see it as a new beginning. The past year has shaped you and made you become a person with unique experiences faced and no one else will ever change it. Talk about your emotions, share, bring your emotions on paper and look around for the next opportunity! For any question or exchange of ideas you find me here, behind a keyboard, somewhere in the world!

From New York
To Rome

xoxo Pami

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