Caos fuori controllo: India

L’India è una giungla umana, espressione e dinamismo, caos e colori, clacson e profumi speziati, rapidità fuori controllo e contrasti impressionanti. Gli indiani sfiorano l’impossibile , toccano il pericolo e hanno il rischio nel sangue. In India si è sempre sul filo di un trapezista, sempre in bilico.

Sapere che sono sopravvissuta al traffico di Mumbai mi fa sentire più che fortunata, l’errore di un solo secondo mi avrebbe resa partecipe di quella catastrofe umana. Clacson rumorosi, polveri nell’aria e poi macchine, bus, tuk tuk, ogni mezzo ne sfiorava un altro e nel secondo in cui ti soffermi su quella moto frettolosa con a bordo tre persone, ecco il numeroso gruppo di persone a piedi che ti taglia la strada. Silenziosa invece ti osserva quella bimba nella braccia della mamma che insistemente richiama l’attenzione delle macchine malamente accostate ai semafori. Sono in macchina che scrivo e osservo la città che mi scorre velocemente davanti con i colori riflessi del tramonto. Riesco a percepire da qui dentro l’odore di smog e quei rumorosi clacson che suonano all’infinito. Vedo il sole che si nasconde tra i palazzi e riflette su asciugamani, vestiti appesi, parabole malconce, palme lucenti, palazzi in costruzione, palazzi deceduti e l’oceano, in lontananza. Sono in macchina e mi guardo riflessa nello specchietto anteriore dell’autista, fermo per un attimo la mia attenzione su me stessa, su quella me che a stenti avrei creduto potesse ritrovarsi in un caos del genere, in una giungla umana che tra pericoli e risate mi ha fatto divertire. Mi guardo riflessa e poi distolgo lo sguardo, prima a destra e poi a sinistra e poi di nuovo, vagando tra la mente. Rifletto sullo stile di vita indiano, sul loro modo di pensare, vestire ed agire. Osservo persone nei piccoli e sporchi taxi, osservo case mal ridotte, tetti scoperchiati, interi quartieri di tende e baracche. Osservo le balaustre per i lavori, incredibilmente fatte in legno e rifletto sulle difficoltà, sui rischi, sui pericoli che ogni singolo individuo di questo posto corre ogni giorno. Vedo fumi in cielo, spazzatura e tal volta piccoli fuochi al lato della strada. Il sole è sempre lì, sulla mia destra che mi guarda dall’altro mentre in modo riflessivo porgo il mio sguardo su questa città. Sguardi tristi, miserabili, fatti di rughe e stenti, visi che fanno compassione, parti del corpo mancanti, visi decorati, abbelliti, unici e rari. Visi stanchi e corpi dolenti, visi allegri, sorrisi che trasmettono spensieratezza, volti che ti ricordano cosa è l’amicizia. Ho visto la misera, la povertà, la fame, dir che mi ha toccato il cuore è dir poco, Ho anche osservato la felicità, una felicità che abita a due passi dalla povertà ecco perché l’India è un incredibile insieme di contrasti e contraddizioni. Ho visto cartelli sul non sprecare acqua e ho visto persone senza averla in quantità a sufficienza. Ho visto cartelli e striscioni sul non inquinare e aiutare il nostro pianeta e nel mentre lunghe scie di fumo e smog attiravano la mia attenzione, e la tantissima spazzatura. Le mani di chi ma getta cibo e quant’altro nell’oceano e di chi davanti agli occhi di un cane affamato lancia una cartaccia, lasciando plastica e carta per terra. Guardo di nuovo la me riflessa e stavolta penso che la vita può portarti davvero ovunque, presta attenzione e goditi il cammino. Il sole si colora sempre di più di un arancione super intenso quasi simile ad una palla di fuoco ed è uno spettacolo unico. Sono ancora nel traffico, gara all’ultimo clacson ma ora vi salutò e mi godo questa giungla umana, questa diversità di mondo indescrivibile e vi portò tutti nel cuore. Ne parlano tutti come “l’incredibile India” e ora ne capisco anche io il perché.

English Version

Out-of-control chaos: India

India is a human jungle, expression and dynamism, chaos and colors, horns and spicy scents, speed out of control and impressive contrasts. Indians touch the impossible, touch danger and risk blood. In India we are always on the edge of a trapeze artist, always in the balance.

Knowing that I survived the traffic in Mumbai makes me feel more than fortunate, the mistake of a single second would have made me share in that human catastrophe. Noisy horns, dust in the air and then cars, buses, tuk tuks, every vehicle touched another one and in the second one where you linger on that hurried bike with three people on board, here is the large group of people on foot that cuts you the street. Silent, on the other hand, she looks at that little girl in her mother’s arms, who insistently draws the attention of the badly placed machines to traffic lights. I am in the car writing and I observe the city that flows quickly in front of me with the reflected colors of the sunset. I can perceive from here the smell of smog and those noisy horns that sound to infinity. I see the sun hiding among the buildings and reflecting on towels, hanging clothes, battered parables, shining palms, buildings under construction, deceased buildings and the ocean in the distance. I am in the car and I look at myself reflected in the driver’s front mirror, my attention for myself for a moment, on that me that I would have believed could find itself in such chaos, in a human jungle that between dangers and laughter it made me have fun. I look at myself reflected and then look away, first to the right and then to the left and then again, wandering between the mind. I reflect on the Indian lifestyle, on their way of thinking, dressing and acting. I observe people in small and dirty taxis, I look at poorly reduced houses, open roofs, entire neighborhoods of tents and shacks. I observe the balustrades for the works, incredibly made of wood and I reflect on the difficulties, on the risks, on the dangers that every single individual of this place runs every day. I see smoke in the sky, garbage and sometimes small fires on the side of the road. The sun is always there, on my right that looks at me from the other while I reflectively look at this city. Sad, miserable looks, made of wrinkles and hardships, faces that make compassion, missing body parts, decorated, embellished, unique and rare faces. Tired faces and aching bodies, cheerful faces, smiles that convey light-heartedness, faces that remind you of what friendship is. I have seen the miserable, the poverty, the hunger, to say that my heart has touched me is an understatement, I have also observed happiness, a happiness that lives a stone’s throw from poverty, which is why India is an incredible combination of contrasts and contradictions . I saw signs about not wasting water and I saw people without having enough of them. I saw signs and banners about not polluting and helping our planet and while long trails of smoke and smog attracted my attention, and a lot of rubbish. The hands of those who throw food and anything else into the ocean and those who throw a waste paper before the eyes of a hungry dog, leaving plastic and paper on the ground. I look at myself again and this time I think that life can really take you anywhere, pay attention and enjoy the journey. The sun becomes more and more colored with a super intense orange almost like a fireball and is a unique spectacle. I’m still in traffic, race to the last horn but now I greet you and I enjoy this human jungle, this diversity of indescribable world and brought you all in the heart. They all talk about it as “the incredible India” and now I understand why too.

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