Dicembre 16, 2020

Unstable, only geographically

365 su 365 giorni. Oggi, è un martedì mattina, ma non uno qualunque. Sto aspettando FedEx, il corriere che mi passi a prendere la valigia con destino Italia. Chiudendo la valigia ho provato la sensazione di chiudere un capitolo della mia vita, ogni singolo oggetto in quella valigia mi ricorda qualcosa di speciale. Riguardo quella sciarpa ringraziandola per avermi tenuto caldo durante i -20 gradi del Connecticut, vedendo quegli stivali ho rivisto la me in quella serata di capodanno dove ero cosi incredibilmente felice e piena di vita, ho riposto con cura quella camicia che mi ha fatta sentire bene durante una giornata speciale….infine ho rivisto quell’album, non un album qualsiasi, quello dei ricordi, un album che racchiude un anno importante della mia vita, un album pieno zeppo di fotografie, amici, risate e momenti incisi sulla mia pelle. Chiudo la valigia e una leggera ansia prevale in me, emozioni a parte sono riuscita a chiuderla. La guardo un’ultima volta e le auguro buon viaggio. Arriverà a casa prima di me. Ora è il momento di guardare oltre, distolgo la mia attenzione su quella valigia piena e sofferente e mi focalizzo su un bagaglio a mano aperto e semivuoto, riparto da qui, inizio una nuova avventura mettendo in pratica il famoso detto “less is more”, “meno è di più”. Siamo pieni di oggetti più o meno utili ma alcune volte dipendiamo da essi. Preparare un bagaglio a mano per più di trenta giorni di viaggio ti fa capire di cosa abbiamo davvero bisogno, di come minimizzare le cose indispensabili e necessarie. Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo consapevole che la nuova avventura inizierà a breve. Me stessa, uno zaino, un sacco a pelo, un bagaglio a mano e tanti chilometri da percorrere. Sarà pronta ad adattarmi e trascorrere una settimana in tenda sotto il cielo delle Hawaii, proverò l’emozione visitare più di un’isola hawaiana, sosterrò l’economia locale mangiando il loro cibo tipico, mi avventurerò a San Diego sperimentando il viaggiare da soli. Mi dirigerò poi a Los Angeles e studierò recitazione in una delle località più famose per la cinematografia, festeggerò i miei 20 anni e riabbraccerò finalmente i miei genitori. Nei momenti difficili e di cambiamento cerco di ripetermi che come l’arrivo di qualcosa ci ha fatti stare bene, l’arrivo di qualcosa di nuovo ci sorprenderà ancora. La mia vita continua con la persona che sono diventata, i miei occhi avranno una prospettiva nuova di vedere le cose e le emozioni raccolte durante il percorso mi daranno la forza di trovare ciò che mi fa sentire viva e felice.

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